Come concentrarsi: se… allora…

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Come concentrarsi: se… allora…

Molte delle domande che mi vengono poste riguardano la concentrazione: come rimanere concentrati? Ci sono delle tecniche da utilizzare?

CONVINZIONI:

  1. Posso migliorare la mia concentrazione: innanzitutto è bene comprendere che la concentrazione è un’abilità e come tale va allenata. Questo punto è importante poiché le persone che pensano di non avere la capacità di concentrarsi, non utilizzeranno le loro risorse cognitive (energie) in tal senso, non applicheranno tecniche di sostegno per questa abilità. Questa loro convinzione li porterà quindi inevitabilmente ad essere poco concentrati e convincersi ancora di più della loro incapacità di controllare la loro attenzione.
    Eliminare quindi questa convinzione falsa e controproducente è fondamentale per migliorare la propria concentrazione. Togliamoci quindi dalla testa i pensieri come “tanto non sono portato”, “io non sono mai riuscito a concentrarmi per molto tempo” e riformuliamoli, portando il nostro pensiero a capire e credere di potercela fare, serve solo un po’ di tempo, allenamento e qualche tecniche che ci aiuti. Questo pensiero sarà in seguito rafforzato dai miglioramenti che farete grazie alle risorse cognitive che state utilizzando per riuscirci e alle tecniche che applicherete.
  2. Flow experiance o esperienza di flusso: anche qui è la mente che comanda. Quando noi ci troviamo di fronte ad un compito troppo facile o troppo difficile è faticoso concentrarsi.
    Se è reputato difficile per noi, le nostre convinzioni sulla probabile non riuscita ci impediscono di attivare tutte le risorse cognitive necessarie allo svolgimento di tale compito. Mentre se reputato troppo semplice, non ci applichiamo con sfida e interesse portandoci ad annoiarci.
    La convinzione di non farcela, e la noia di un compito sono 2 fattori che non risultano utili alla concentrazione.
    La prestazione ottimale si ottiene quando reputiamo un compito difficile, ma alla nostra portata. Anche qui quindi le nostre convinzioni di non potercela fare, ci impediscono di raggiungere l’obiettivo. Lavorate quindi sull’idea di poter riuscire e organizzatevi di conseguenza, con strategie e strumenti che vi possano aiutare in quel compito, caricandovi di speranza e raggiungete una sensazione di sfida verso il compito. Questo vi porterà ad entrare in un’esperienza di flusso ovvero di concentrazione tale che il tempo passa senza che ce ne accorgiamo.

TECNICHE:

  1. Organizzare tempo e spazio: questo argomento lo abbiamo già affrontato nell’articolo “Come organizzarsi nei compiti a casa”. Questa strategia è fondamentale per bambini e adulti. Se quando iniziamo il compito non sappiamo dove vogliamo arrivare e qual è l’obiettivo risulta molto difficile essere motivati e concentrarsi. Inoltre, è importante eliminare dalla stanza tutte le distrazioni (cellulari, TV, persone che parlano…).
    Quindi organizzatevi materiali, tempi, obiettivi, anche in maniera scritta sotto forma di linea del tempo, auto-monitorate i vostri tempi e imparate a conoscervi, questo stimolerà uno stato di concentrazione.
  2. Se… allora: arrivare all’obiettivo dandosi delle autoistruzioni “se… allora…”.
    Tornando all’idea che le nostre credenze e i nostri pensieri ci possono sostenere, rendendoci più forti e motivati, anche le auto-istruzioni ci sono d’aiuto. Se… mi deconcentro, allora… bevo un sorso d’acqua e riprendo il compito. Le auto-istruzioni devono essere precise e concrete su ciò che dovete fare.
  3. Fare delle pause: non possiamo pretendere dalla nostra mente di rimanere concentrata per ore e ore sullo stesso compito senza peggiorare le nostre prestazioni. È quindi bene introdurre delle pause: quest’ultime sono soggettive, per un adulti generalmente 1h dovrebbe essere fatta da 45 minuti di lavoro e 15 di pausa, per bambini e ragazzi questo tempo cambia portandoci a fare molte più pause: ad esempio 15 minuti di lavoro, pausa breve di 5 minuti, 10 minuti di lavoro, 15 di pausa e concludere il compito (i tempi di lavoro aumentano gradualmente con l’età, ma la concentrazione rimane comunque soggettiva).Quindi fate delle pause, non pensate che siano una perdita di tempo e che se siete concentrati non serve fermarsi, perché una volta persa la concentrazione per troppa stanchezza poi è estremamente difficile recuperarla, inserendo delle pause invece la manterrete per più tempo.

C’è chi fa più fatica?

Certo, sarà quindi necessario che queste persone, ragazzi o bambini applichino più strategie e tecniche degli altri.
Ho conosciuto bambini con disturbi dell’attenzione che applicano molto bene le tecniche che hanno imparato portandoli a buoni livelli di concentrazione. Se in questi bambini non ci fosse un disturbo specifico, avrebbero ottime capacità di attenzione e concentrazione perché hanno imparato ad impegnarsi, conoscono molte strategie e tecniche per migliorare e hanno la convinzione (rafforzata dai risultati ottenuti) di potercela fare.

La concentrazione è nella vostra mente, la possiamo allenare e potenziare, ma non possiamo aspettarci che le tecniche che ci aiutano siano esterne e facili da recepire. Serve tempo, allenamento e convinzione.

Non mollate mai quindi, se leggete questo articolo e pensate che non fa per voi, perché la vostra difficoltà è reale e senza tecniche particolari non potete farcela rileggete il primo punto poiché senza convinzioni positive tutte le strategie saranno inutili.

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